
Scienza
e arte al castello
Visconteo
Classi 2DL - 4AP - 4CS
Docenti Referenti: Giuseppina Rossi, Elena Biancardi, Giuseppe Zambon, Rita Di Giuseppe
Si basa sul fatto che le diverse famiglie di onde che compongono lo spettro elettromagnetico hanno caratteristiche che dipendono dalla frequenza, anche per quel che riguarda la possibilità di attraversare strati di materiali diversi.
La luce che proviene dal Sole, chiamata
luce bianca, un insieme
di radiazioni elettromagnetiche di diversa frequenza, alcune visibili
all’occhi umano, altre invisibili.
Le frequenze immediatamente al di fuori dallo spettro dei colori visibili vengono chiamate ultravioletto (UV), per le frequenze più alte , e infrarosso (IR) per le più basse.
La luce visibile viene riflessa dal primo strato di pittura e per questo vediamo l’immagina, ma i raggi infrarossi sono in grado di superare gli strati di pittura più esterni e vengono invece
riflessi
dai disegni presenti sul supporto che possono essere
rese visibili con un dispositivo sensibile a quelle frequenze.
L'esame del disegno presente sotto la pittura è di grande interesse per lo storico dell’arte perché rivela in modo diretto la mano dell’autore. Può essere di grande aiuto per esempio nei casi di dubbia attribuzione, per smascherare falsi, per evidenziare i disegni preparatori oppure firme e date nascoste.
L'apparecchiatura consiste in una fonte emettitrice di I.R., se non è sufficiente la luce solare, e in una telecamera sensibile ai raggi infrarossi che ricevendo i raggi riflessi permette all’occhio umano si vedere l'immagine del disegno in esame.
In molti casi questa tecnica ha permesso di evidenziare aspetti della società di un certo periodo: è il caso dell’immagine di Adamo nella Cappella Brancacci a Firenze, dipinto nudo nel ‘400 da Masaccio, rivestito con foglia aggiunta per pudicizia nel ‘600 e ora riportato all’aspetto originale.
Le Università di Milano e di Bologna hanno realizzato un database di oltre 800 opere riflettografate in alcuni dei più prestigiosi musei europei.
L'archivio delle opere è conservato presso la Scuola Normale di Pisa.
Docenti Referenti: Giuseppina Rossi, Elena Biancardi, Giuseppe Zambon, Rita Di Giuseppe
Riflettografia a raggi infrarossi
La riflettografia a raggi infrarossi è un metodo di indagine ottica che si applica da qualche decina di anni ai dipinti e agli affreschi, per esplorare oltre il primo strato di pittura.Si basa sul fatto che le diverse famiglie di onde che compongono lo spettro elettromagnetico hanno caratteristiche che dipendono dalla frequenza, anche per quel che riguarda la possibilità di attraversare strati di materiali diversi.
La luce che proviene dal Sole, chiamata
luce bianca, un insieme
di radiazioni elettromagnetiche di diversa frequenza, alcune visibili
all’occhi umano, altre invisibili.Le frequenze immediatamente al di fuori dallo spettro dei colori visibili vengono chiamate ultravioletto (UV), per le frequenze più alte , e infrarosso (IR) per le più basse.
La luce visibile viene riflessa dal primo strato di pittura e per questo vediamo l’immagina, ma i raggi infrarossi sono in grado di superare gli strati di pittura più esterni e vengono invece
riflessi
dai disegni presenti sul supporto che possono essere
rese visibili con un dispositivo sensibile a quelle frequenze. L'esame del disegno presente sotto la pittura è di grande interesse per lo storico dell’arte perché rivela in modo diretto la mano dell’autore. Può essere di grande aiuto per esempio nei casi di dubbia attribuzione, per smascherare falsi, per evidenziare i disegni preparatori oppure firme e date nascoste.
L'apparecchiatura consiste in una fonte emettitrice di I.R., se non è sufficiente la luce solare, e in una telecamera sensibile ai raggi infrarossi che ricevendo i raggi riflessi permette all’occhio umano si vedere l'immagine del disegno in esame.

In molti casi questa tecnica ha permesso di evidenziare aspetti della società di un certo periodo: è il caso dell’immagine di Adamo nella Cappella Brancacci a Firenze, dipinto nudo nel ‘400 da Masaccio, rivestito con foglia aggiunta per pudicizia nel ‘600 e ora riportato all’aspetto originale.
Le Università di Milano e di Bologna hanno realizzato un database di oltre 800 opere riflettografate in alcuni dei più prestigiosi musei europei.
L'archivio delle opere è conservato presso la Scuola Normale di Pisa.