Memoria bilingue

testo di Marinella Peraj

Il 20 Gennaio 2011, presso Palazzo San Tommaso dell’università di Pavia,  si è tenuto un incontro dal titolo: “Memoria bilingue” in cui si è trattato il tema dell'immigrazione e dell' integrazione straniera all'interno della società italiana; tra i relatori sono intervenuti due membri del Centro Interculturale Mondinsieme.
 In un periodo di crisi in cui  l'immigrato viene spesso visto come causa del malessere all'interno della società, ci è stato  proposto un altro modo di vedere la sua integrazione.
L'immigrato ha una sua storia, differente da quella del paese ospite, ha altre radici, ma anche nel nuovo luogo in cui vive può trovare una sua identità.
Provenendo da una realtà  culturale diversa  egli porta con sé  ricordi, esperienze, memorie di luoghi e  la lingua d'origine  che incidono sul suo modo di catalogare la realtà, ma anche sulla stessa visione di mondo, in quanto ha disposizione più strumenti per descrivere questa realtà. Bisogna quindi capire che  chi è diverso da noi ci può arricchire con prospettive culturali differenti, non certo impoverire!
Se vogliamo parlare di integrazione culturale e sociale quindi è necessario  un dialogo, un'apertura nei confronti dell’altro, promuovendo un pluralismo culturale, in cui le tradizioni e gli usi dello straniero non vengano soppresse ma valorizzate e rispettate. E’ opportuno inoltre comprendere che l’ immigrato può essere una risorsa per noi e ci può fornire la possibilità di ampliare i nostri punti di vista, allargare i nostri orizzonti.
Non si può pretendere che lo straniero assimili la cultura della società ospite e abbandoni la propria:  l'immigrato ha le sue radici,  la sua storia!
Attraverso l' incontro e il desiderio reciproco di dialogo egli può accedere anche al  patrimonio della nuova comunità; in quanto  straniero, portatore di altre visioni di mondo, sulla base delle proprie conoscenze,  egli reinterpreta i luoghi e le esperienze facendoli propri e riuscendo a offrire descrizioni e reinterpretazioni differenti degli stessi luoghi.
I luoghi sono la base dell'identità e delle radici  dell'individuo, ma ogni società si sente proprietaria del proprio territorio; è necessario invece considerare il territorio come patrimonio umano, di chi se ne prende cura e di chi lo valorizza per arrivare a considerarsi cittadini del mondo e cosmopoliti. Vedere il patrimonio umano come anche il nostro patrimonio personale,  in quanto testimonianza della ricchezza dell'umanità,  considerare  monumenti e la storia di una cultura come anche i nostri, vuol dire comprendere che anche noi proveniamo dalla stessa storia e che abbiamo in comune le stesse radici dell'umanità.
Solamente distruggendo queste barriere  e i pregiudizi sull'altro possiamo arrivare a confrontarci in modo costruttivo con chi è diverso da noi!
Bisogna quindi conoscere, per poter convivere e trovare una modalità d'incontro cogliendo le ricchezze e gli apporti che ciascuno può dare.