Denmark estate 2009: un’esperienza da ricordare
di Sofia Roveda, classe 5AL, Indirizzo Linguistico
Nella primavera del 2009 l'Istituto “A.Cairoli” di Pavia,
grazie all’occasione offerta dal "Lions Clubs International Student
Exchange", gestita dal Lions Multi District 108 Italy B3, nonché dal
"Lions Club Pavese dei Longobardi", dal "Lions Club Pavia Regisole" e
dal "Lions Club N.C Ultrapadum Ticinum", mi hanno proposto di
partecipare ad una vacanza studio, destinazione Danimarca.
I requisiti richiesti erano innanzitutto la conoscenza della lingua
inglese, necessaria per comunicare con giovani di varie culture, tanta
forza di volontà, ma soprattutto grande apertura mentale nell'accettare
di vivere, di conoscere ed apprezzare persone provenienti da molte le
parti del mondo. Era inoltre richiesta la disponibilità ad ospitare una
ragazza, nel mio caso proveniente dalla Romania, per la settimana di
luglio precedente la partenza.

Grazie quindi alla rete internazionale che fa capo ai Club
Lions, ho
ospitato volentieri la mia coetanea e sono poi partita il 18 Luglio
diretta a Copenhagen dove mi aspettava la famiglia con cui ho vissuto
nel corso della prima settimana di soggiorno. Lì ho subito avuto il
primo vero contatto con la cultura danese, con abitudini, usanze, modi
di comunicare diversi dai miei. La famiglia si è dimostrata fin da
subito gentilissima, disponibile nei miei confronti e sinceramente
interessata a conoscere la mia cultura, a operare utili confronti, a
provare la cucina italiana. In compagnia dei nuovi amici ho visitato la
capitale danese in tutte le sue sfaccettature e sono stata catturata
dal fascino dei suoi scorci e delle sue luci nordiche. E’ sicuramente
magnifico scoprire una città con l’aiuto di chi ci abita, ne cogliamo
davvero l’essenza. Ho potuto visitare anche la Svezia del Sud con la
città di Malmo che ho raggiunto attraversando il ponte sull'Oresund,
costruito di recente. Certo ho potuto esplorare anche la cucina locale,
soprattutto i molti tipi di pane, le zuppe, le aringhe, le polpette di
carne, i buonissimi dolci.
Dopo una settimana, trascorsa in compagnia, i miei “familiari” mi hanno
accompagnato al campus di ritrovo dove ho conosciuto i miei compagni
d'avventura. Insieme eravamo destinati a vivere una grandissima
esperienza, quella del Sailing Camp!
Gli organizzatori ci hanno immediatamente fornito un sacco a pelo e un
nuovo borsone adatto a vivere su una barca a vela. In tutto eravamo 26
partecipanti, 13 a bordo di una barca di nome "Yukon" e i restanti
sulla "Elsa Margrete". Le due imbarcazioni hanno viaggiato
parallelamente per due settimane intere alla scoperta della
Danimarca,delle sue innumerevoli isolette,delle sue dolci acque.
Noi ragazzi eravamo il team, l’equipaggio della barca, il nostro
compito era quindi quello di farla funzionare,chiaramente aiutati da un
capitano che dirigeva i lavori. Le nostre attività? Tagliare verdure,
cucinare, lavare piatti, lavare panni e stenderli, pulire la nostra
nuova "casa" in ogni minimo angolo, ma soprattutto issare, regolare e
abbassare continuamente le sette vele, per sfruttare al massimo la
forza del vento. Vivere su una barca per cosi tanto tempo è davvero
incredibile, ma lo è ancora di più se sei sola con persone nuove,
provenienti da ogni parte del mondo: dalla Thailandia agli Stati Uniti,
dalla Romania a Israele, dalla Croazia all’Olanda, dal Belgio alla
Turchia, dalla Polonia all’Italia. Ognuno parla una lingua diversa,
scrive in un alfabeto diverso, pensa e ragiona secondo schemi mentali
diversi, ognuno ha una storia diversa alle spalle, ma tutti sono
ugualmente pronti a cogliere ogni minimo dettaglio, a solidarizzare, a
collaborare. Sempre sorridenti, felici di poter vivere insieme e di
condividere l'emozione del contatto diretto con la natura.
Navigando in mare aperto abbiamo vissuto senza comodità, senza
elettricità, senza acqua calda, senza nessuna di quelle comodità che
riteniamo indispensabili e che ci accompagnano solitamente nella vita
di tutti i giorni. Abbiamo sentito sulla pelle la forza del sole e
della salsedine, ci siamo tuffati in mare, abbiamo scoperto isole
sperdute e disabitate. Ogni porto è stato un traguardo raggiunto in
condivisione, ridendo, ascoltando musica, scherzando tra noi, come se
fossimo stati sempre amici, o forse fratelli, pronti ad accettare il
difetto dell’altro, a ritenerlo interessante e meraviglioso.
Non posso che ringraziare sentitamente tutti i soci Lions, che hanno
reso possibile la mia partecipazione al soggiorno danese e al Sailing
Camp, un’occasione di crescita che non sarà facile ripetere, ma che
certamente ha contribuito a rafforzare il mio desiderio di conoscere
approfonditamente altre culture abbattendo pregiudizi e luoghi comuni.