I ragazzi del Cairoli di Pavia in aula per una settimana alla “Förderschule’’ «Abbiamo abbandonato le formule statiche dei libri per imparare a parlare» di LINDA RIVARA ; 3ªFL, CAIROLI, PAVIA

Laboratorio di alternanza a Berlino

L’anno scorso niente gita per la 3ª FL - ora quarta - del liceo linguistico Cairoli di Pavia. Nessuna punizione, bensì lo scambio culturale che ci ha portato in Germania, nel cuore di Berlino dove abbiamo vissuto la nostra prima esperienza didattica all’estero.

La prima esperienza all’estero

Dall’iniziale trepidazione siamo passati nel giro di poche ore all’ansia e timore da prestazione che assalgono ogni studente in vista di quel mettersi in gioco che tutti noi cerchiamo sempre di posticipare. Berlino ci stava aspettando, ma noi saremmo stati pronti?


Dopo un viaggio di appena un’ora e mezza siamo atterrati all’aeroporto di Berlino “Schönefeld’’, dal quale ci siamo diretti all’ostello che sarebbe stato casa nostra per una settimana. Ci siamo resi conto di trovarci nella capitale tedesca appena scesi dalla S-Bahn che ci aveva condotto alla Warschauerstraße, la quale con i suoi frenetici ciclisti e stravaganti artisti di strada ci aveva lasciati non poco spaesati. L’aria tedesca ci ha resi subito iperattivi, vogliosi di nuove esperienze e, inaspettatamente, di praticare la lingua nonostante il timore iniziale.

L’adattamento è stato stimolato dalla complicità e dalla partecipazione di tutta la classe, a partire dall’organizzazione delle camere fino alla prima passeggiata intorno alla città, che ci ha mostrato il vero volto della Berlino est, dove alloggiavamo. Questi rioni sebbene presentino tutt’ora una parte del muro, ci hanno fatto sentire a nostro agio e hanno smentito l’immagine grigia e polverosa della capitale. Siamo stati infatti travolti da un vortice di colore, i graffiti del muro, gli artisti di strada, le persone dallo stile vivace ed originale, cose che non si vedono con facilità nelle viuzze di Pavia. Ciò che ci intimoriva maggiormente era l’esperienza a scuola che, al contrario è stata la parte più divertente e ricca di esperienze, le quali ci hanno realmente spronato a parlare tedesco e a rapportarci con i compagni, al di là di imbarazzo e rigidità iniziali.

Esperienza sul campo

La scuola che ci ha accolto è una scuola di recupero, “Förderschule’’ in tedesco, ospita ragazzi dai 16 ai 26 anni che vengono aiutati a conseguire un diploma superiore e una formazione in vista di un futuro impiego.

L’esperienza sul campo è stata l’ideale per abbandonare le strutture grammaticali dei libri di testo per forme colloquiali e di utilizzo quotidiano. Ulteriore vantaggio del nostro viaggio all’estero è stata la possibilità di renderci più autonomi grazie all’indipendenza e alla fiducia dataci dalle insegnanti, le quali ci hanno garantito completa disponibilità, senza frenare la nostra sperimentazione, in campo linguistico e non.

La città ci ha colpito non solo da un punto di vista architettonico, bensì anche da un punto di vista personale. La visita è stata infatti intrapresa con un’ambizione lavorativa e di vita futura, fantasia tipica di chi studia una lingua straniera che conquista e affascina.

Inutile dire che un viaggio come questo, al di fuori del proprio paese, se pur per un breve periodo, è l’occasione perfetta per arricchire il proprio bagaglio culturale e, se intrapreso con una classe, per rafforzarne le relazioni.

da La Provincia Pavese, 1 ottobre 2018 

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