Dal liceo al carcere: sguardi incrociati

di Elena Panseri

 Il 25 novembre scorso la 5D del Liceo Linguistico “Adelaide Cairoli” di Pavia, accompagnata dalla professoressa Luisa Previtera che ha organizzato questo progetto di sensibilizzazione, e' stata in visita alla Casa Circondariale “Torre del Gallo” concludendo un percorso iniziato nel mese di febbraio. Grazie alla proposta di Don Dario Crotti e degli educatori del carcere, sia noi studenti che gruppo di detenuti abbiamo letto durante l’estate un libro di Erri De Luca intitolato Il peso della farfalla per poterci incontrare e discuterne insieme.


Al di là del libro, però, il  vero scopo dell'incontro era quello di creare un ponte tra noi e loro, tra noi e quella realtà poco conosciuta perché spesso travisata, ignorata, abbandonata a se stessa. Appena arrivati davanti alla Casa Circondariale, siamo stati colti, chi più chi meno, da una strana sensazione di ansia: nessuno era mai stato in visita in un carcere ed era comprensibile che provassimo un leggero disagio. Non appena siamo entrati però, le guardie della polizia penitenziaria ci hanno accolto insieme agli educatori e abbiamo cominciato a sperimentare almeno una piccola parte di questa complessa realtà riuscendo a sentirci più  a nostro agio.
Arrivati nella sala del teatro, siamo saliti sul palco, abbiamo deciso di sederci cerchio e abbiamo aspettato l'arrivo dei  detenuti; non nego che la tensione era palpabile. Poco dopo il gruppo è entrato sorridente e ha preso posto accanto a noi. Dopo un
giro di presentazioni, ideale per rompere il ghiaccio, tutti pian piano ci siamo lasciati andare. E’ nata qualche battuta spontanea e in modo naturale si è creta una certa complicità tra tutti noi. Siamo passati dalle domande "banali" a quelle più "importanti", dalle considerazioni sulla vita a quelle sulla libertà, dallo scambio di doni all’assaggio di biscotti buonissimi, nati proprio tra quelle mura
E' davvero difficile spiegare a parole cosa possa trasmettere un incontro come questo perché é un mix di emozioni, di cose dette e non dette, di parole che ti segnano e che ti fanno crescere in un solo pomeriggio.
Dovrebbero tutti avere l'opportunità di vivere un’occasione come questa, quindi esorto chi voglia saperne di più a prendere contatto con noi, ad informarsi sul progetto perché è importante conoscere realtà distanti da noi, ma cruciali per la nostra società. Ricordiamo che le condizioni delle carceri dimostrano il livello di civiltà degli stati, quindi conoscere meglio quel mondo e raccontarlo è un nostro dovere di cittadini.