Vera Baboun, the mayor of Betlehem, at Cairoli

Ms Vera Baboun, the mayor of BetlehemLast friday on the occasion of the 10th anniversary of  Pavia-Bethlehem tweening, our school was visited by Ms Vera Baboun, the first Lady Mayor of the town.

The first impression we had was that she was self-confident, sensitive, carying, but also extremely determined. After a short visit of the school, she accepted to take part in a debate with some of the classes in “Aula Tobia”. Ms Vera Baboun introduced herself in a quite informal way speaking about her life, her family and her career, before answering a few questions.

Asked by Francesca about the implication of being Mayer of such a symbolic town, Misses Baboun focused on the existance of the “infamous” wall, preventing any form of movement and comunication. She insisted on the necessity of giving a message of peace which has to be kept alive amoung young people. Peace and hope are key-words which perfectly apply in a town where inevitably the two religions are used to collaborating and makings common plans.

Interviewed about who Palestinians are she underlined the fact that they are a people made up of a muslim soul and a christian one, but noone feels different from the other, because first of all they identify themselves as Palestinians.


As to her teaching career she underlined the fact that any teacher should be a guide capable of creating positive relationships with the students who represent the future of any nation. To Greta's question about school values like inclusiveness, fairness and equality, Misses Baboun replied that they are free foundations she firmly belivies in, next to them she insisted on the importance of genereting a critical attitude in all students. Widening this concept, our guest advised her listeners not to be conformists and to run their risks. 

Before leaving, Ms Baboun answered another question about which women writers have inspired her the most. Besides Toni Morrison, about whom she wrote her thesis, many others have renforced the opinion that women speak “three languages”: the language of silence, the language of men and the language of queens,  combining cleverness, wisdom and compassion.

All students of our class have really appreciated the debate and we feel that through her simple and touching words and through her sensitivity, she has passed us a strong feeling of self esteem and a hope for the future.

  

Venerdì scorso in occasione del decimo anniversario del gemellaggio Pavia-Betlemme, abbiamo avuto il piacere di incontrare una donna speciale, la signora Vera Baboun, prima donna sindaco della città palestinese.

La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di una donna sicura di sé, ma al tempo stesso molto sensibile, concreta, determinata e attenta alle problematiche giovanili. Dopo una breve visita alla nostra scuola accompagnata dagli studenti della 4AL, la signora Baboun ha accettato di rispondere ad alcune domande.

Intervistata sul significato dell'essere sindaco in una città complessa e dall'alto valore simbolico come Betlemme, la signora Baboun ha sottolineato la drammatica situazione della città e delle ripercussioni che il “famigerato” muro ha sui giovani. La sua esistenza è motivo di isolamento dei ragazzi che vivono al suo interno ed è proprio a loro a cui è indirizzato il messaggio di pace e di speranza della signora Baboun.

 

Michela le ha chiesto come riescano a coesistere musulmani e la minoranza cristiana.  L'intervistata ha risposto che pur essendo cristiana non si sente parte di una minoranza, ma semplicemente palestinese. E' questo infatti un punto di coesione tra le diverse anime del popolo palestinese per il quale la scuola deve costituire un momento di contatto, discussione e confronto costruttivo. In particolare alla domanda di Greta sui valori della scuola, la nostra ospite ha sottolineato come non solo inclusione, correttezza e uguaglianza siano valori da perseguire, ma anche la creazione di un forte spirito critico negli studenti.

 

Prima di lasciarci, Carolina le ha posto un ultimo quesito riguardante le figure intellettuali femminili che l'hanno maggiormente ispirata. Oltre a Toni Morrison, autrice afroamericana premio Nobel per la letteratura a cui Vera Baboun ha dedicato la sua tesi di laurea, molte autrici del mondo arabo sono state per lei un modello. Da una di queste figure ha condiviso l'idea che le donne parlano tre lingue: la lingua del silenzio, la lingua degli uomini e la lingua delle regine.

Gli studenti sono stati molto arricchiti dall'incontro con la signora Baboun che si è rivelato sia un modo per conoscere la realtà palestinese e le difficili condizioni di vita in cui il popolo palestinese è costretto a vivere sia l'occasione di conoscere una donna coraggiosa, sensibile, che si batte per i valori di giustizia, solidarietà e pace.